nautilusadv, Autore presso Pasam Agrumi - Pagina 2 di 2

Nel 2010 l’ISTAT ha pubblicato il Censimento Agricoltura rimarcando come ogni decade trascorsa aumenta la superficie agrumicola coltivata in Sicilia: ad oggi infatti la nostra regione rappresenta il 55% degli agrumi in Italia e vanta l’86% di superficie coltivata a limone a livello nazionale.

Ciò significa che due limoni su tre che troviamo sul banco della frutta con la dicitura “Origine Italia” provengono dalla nostra stupenda isola del sole. Noi diremmo: “Fantastico!! Finalmente un’eccellenza della nostra isola così diffusa in tutta l’Italia se non in tutta Europa!” Tuttavia purtroppo non è sempre così…il ricorso a tecniche di frodi alimentari con l’intento di spacciare un prodotto d’oltreoceano con un limone femminello siracusano è sempre più diffuso. Questi tentativi:

  • Nuocciono alla salute dei consumatori in quanto essi credono di acquistare un prodotto sano e nutriente come il femminello siracusano ma si ritrovano ad acquistare un limone trattato più e più volte con prodotti chimici il cui uso non è autorizzato in Europa; (come si è visto nel report sul glifosate );
  • Sono moralmente e legalmente scorretti nei confronti di chi lavora onestamente, crede nel proprio lavoro e si confronta ogni giorno con le difficoltà di un mercato globalizzato che ci permette di vincere solo con un prodotto di qualità come il femminello siracusano;
  • Distruggono ciò che di buono si è fatto per creare e perpetuare un’immagine pulita e genuina del nostro areale “Siracusa” e dei nostri prodotti;

Fortunatamente esistono enti statali come l’Ispettorato Centrale Tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari del MIPAAF che effettua controlli costanti sui prodotti targati Made in Italy. Soltanto nel 2015, come evidenziato dal report emesso dall’Istituto sono stati effettuati 36.864 controlli in cui sono emersi circa 7.700 operatori irregolari. Nel 2012 l’Unione Europea ha emesso il Regolamento N. 178/2002 che definisce il termine “rintracciabilità alimentare” ed impone agli operatori della filiera di implementare un sistema che permetta di identificare la provenienza di ogni singolo lotto di prodotto venduto. Tutte queste informazioni devono essere quindi inserite in etichetta per consentire al cliente finale che sta acquistando il nostro limone femminello siracusano di riconoscere l’effettivo luogo da cui deriva il prodotto: ossia l’areale Siracusano. Pasam ha anticipato i tempi ed ha creato già tempo addietro (nel 2003) un sistema che permette di riconoscere la provenienza di ogni singolo limone femminello siracusano per diversi motivi:

  • Per preservare i propri clienti in modo da informarli della provenienza di ogni singolo limone femminello siracusano che stanno acquistando;
  • Per identificare i lotti di limoni femminello siracusano non conformi che sono stati venduti in modo da preservare il cliente e trovare chi è la causa del problema emerso nella vendita;
  • Per rintracciare i fornitori dei limoni non conformi;

Le leggi che permettono di preservare il nostro limone femminello siracusano quindi sono state diramate già da diverso tempo, ora tocca a noi, all’etica di noi produttori e al nostro senso del dovere e del rispetto nei confronti della nostra terra e del nostro lavoro intraprendere un rapporto lavorativo genuino con i nostri consumatori, tralasciando una volta tanto l’avidità dell’essere umano.

Quando l’ultimo albero sarà abbattuto e l’ultimo fiume avvelenato e l’ultimo pesce pescato ci renderemo conto che non possiamo mangiare il denaro.

Abbiamo scritto questa frase perché ci sembrava forse la più corretta quando si parla di qualità e non di quantità e quando si parla del ruolo dei produttori agricoli di cibo biologico realmente convinti come lo siamo noi…Per limone biologico si intende un prodotto ovviamente cresciuto secondo tecniche agricole che ammettono solo l’impiego di sostanze naturali, presenti cioè in natura, escludendo l’uso di sostanze di sintesi chimica. Naturalmente noi in quanto produttori agricoli di limoni biologici lavoriamo all’aperto e di conseguenza è necessario confrontarsi ogni giorno con la natura e tutto ciò che ci offre e ci prospetta. Ciò significa che i nostri limoni sono in balia dei più svariati eventi atmosferici e purtroppo anche sottoposti al continuo attacco di insetti e parassiti di ogni sorta.

Questi provocano seri danni al raccolto ed alle stesse piante e se non si vuole veder perdere il proprio limoneto è necessario intervenire…ma come?!

Per noi produttori di limoni biologici non è possibile sia eticamente sia legalmente utilizzare prodotti chimici di sintesi per due ovvi motivi:

  • Quello più ovvio è che il nostro regolamento non ce lo permette;
  • Quello meno ovvio è che come tutti coloro che credono nel proprio lavoro, avendo sposato più di dieci anni fa il credo del biologico non possiamo continuare ad arrecare danno alla natura e a tutto ciò che ci offre;

L’utilizzo smodato dei prodotti chimici di sintesi infatti sul breve periodo ci regala limoni non biologici esteticamente perfetti creando non soltanto degli immediati danni catastrofici all’ecosistema naturale ma nel lungo periodo i fitofagi dannosi per i nostri limoni svilupperanno una tale resistenza che sarà impossibile contrastarli.

Le falde sono inquinate, i terreni hanno residui di sostanze chimiche utilizzate decenni addietro e stiamo assistendo ad un genocidio di intere specie di animali ed insetti oltre che alla proliferazione di fitofagi pericolosissimi per le nostre colture e non possiamo continuare a stare a guardare.

Ma a questo punto ci domandiamo:

Come noi agricoltori biologici siciliani dovremmo riuscire a portare sulle tavole dei nostri consumatori limoni biologici esteticamente privi di difetti? E’ vero che ci dovremmo preoccupare più della qualità intrinseca dei limoni ma è anche vero che l’occhio vuole la sua parte… 

Possiamo utilizzare pratiche e tecniche naturali che ci permettono di contrastare lo sviluppo di popolazioni di insetti nocivi ai nostri limoni e tra queste ricordiamo la lotta biologica.

Questa è una pratica assolutamente geniale che ci consente di eliminare gli antagonisti dei nostri limoni biologici senza aggravare minimamente le condizioni precarie della natura ma anzi creando una popolazione di insetti utili inserita nel nostro agrumeto a difesa dei nostri limoni biologici. Consiste nel diffondere nei limoneti biologici una certa quantità di insetti considerati nemici del fitofago da combattere in modo tale che essi pongano in atto le dinamiche di controllo biologico tipiche delle specie quali: parassitismo, predazione e competizione tra loro.

Nel primo caso essi portano a termine il proprio sviluppo a spese del fitofago ospite portandolo anche alla morte; nel secondo caso tali insetti sono invece entomofagi in quanto si nutrono della specie dannosa alla nostra coltura di limoni. Un’altra sfaccettatura della lotta biologica consiste nella cosiddetta “confusione sessuale”: ossia rilasciare feromoni nell’ambiente in modo da creare confusione nel fitofago, il quale non riuscirà più a distinguere la propria femmina con cui accoppiarsi e di conseguenza ciò comporterà alla mancata riproduzione della specie.

Ciò che ci auguriamo è però che sempre più agricoltori di limoni si convertano alla filosofia del biologico e che coloro che non applicano le tecniche biologiche si limitino a seguire in maniera oculata il disciplinare di difesa integrata e considerare la tecnica della lotta biologica come una strategia di base nella difesa dei propri limoni. Solo così potremmo realizzare una crescita di tipo sostenibile con l’obiettivo principale di poter tramandare un qualcosa di positivo alle future generazioni.

Origini e storia del Limone prodotto nella città di Siracusa che può essere oggi riconosciuta come la Capitale Europea del Limone.

Da sempre quando si è parlato di Siracusa la prima immagine che ci sorge in mente è la meravigliosa isola di Ortigia o, per i più affezionati all’aspetto bucolico della nostra cittadina, un limoneto senza confini, che emani un profumo inebriante dei nostri agrumi, quasi come se queste meravigliose piante siano parte imprescindibile dell’immagine della nostra città e simbolo della sicilianità nel mondo; tuttavia non è stato sempre così…

E’ vero infatti che questi frutti dalle proprietà benefiche stupefacenti non hanno sempre fatto parte del nostro territorio, anzi molti anni fa, ancora prima dell’avvento dei Romani, non se ne conosceva nemmeno l’esistenza. Si presume infatti che sia la Cina la vera patria dei limoni, dato che la più antica citazione che ricordiamo è nel trattato geografico Yu Gong, datato circa 4.000 anni fa, quando già gli agrumi venivano riconosciuti come un prodotto di alto valore in quanto venivano offerti in dono all’Imperatore.

Tuttavia la prima citazione di limone in Cina si ha solo nel 1175 a.C. da Fan Cheng, nominando il nostro amato limone con il termine li-mung, facendo sospettare che la provenienza di questo termine, come anche il frutto in questione siano stati di origine indiana. Questo sarebbe arrivato prima in Mesopotamia tramite il viaggio delle carovane dall’India e successivamente giunse sino a Roma, anche se si crede che tra i romani il limone fosse già ampiamente conosciuto anche se non particolarmente accettato e gradito a causa del suo sapore particolarmente acre.

Nella Villa di Livia Drusilla, moglie dell’imperatore Augusto, si possono infatti notare affreschi a parete raffiguranti alberi di limoni e arance, allora chiamate “mele d’oro” dai greci. Gli arabi in particolare apprezzarono le qualità del limone e degli agrumi in genere, tanto da elaborare diversi trattati di agricoltura soffermandosi su tecniche di coltivazione e ponendo le basi per la realizzazione di impianti di produzione intensiva di queste colture. Solo nel XII secolo Hugo Falcandus, un letterato medievale, recatosi in Sicilia e rimasto affascinato dalle bellezze della nostra terra, descrisse nel suo Liber De Regno Sicilie come il Regno Normanno guidava e gestiva il sud della penisola e in particolare si soffermò sulla presenza di frutti come gli agrumi, dalla buccia colorata e profumata, riferendosi in particolare proprio al nostro limone. Uno scrittore siciliano, di origine araba, colpito dalla bellezza dei limoni di Sicilia scrive:

Sembra che il cielo abbia sparso polvere d’oro e che la terra ne abbia formato sfere lucenti.

(Abu l-Hasan Alì, poeta siciliano di lingua araba)

Solo con l’avvento del sistema economico mercantile la diffusione di prodotti quali gli agrumi fu sempre più rilevante, sino ad affermarsi in tutta Europa e naturalmente anche nel nuovo continente. Addirittura anche i marinai poterono apprezzare le qualità e le proprietà nutrizionali dei limoni, facendone di necessità virtù: essi infatti a causa della lunga durata del viaggio in mare e per la cattiva nutrizione, erano spesso affetti da scorbuto: una malattia provocata dalla forte carenza di vitamina C e che può anche creare seri problemi di salute. Solo con l’assunzione di un alimento molto ricco di questa vitamina è possibile curare la suddetta patologia ossia tramite il consumo di limone!

Nel XVIII e XIX secolo il commercio degli agrumi si spostò in Sicilia, grazie alla posizione strategica dell’isola al centro del Mediterraneo ed al suo clima ideale; qui i limoni cominciarono sempre più ad essere trattati come una merce da un rilevante valore economico, in grado di fornire elevati redditi fondiari, piuttosto che come ad una pianta ornamentale da coltivare in giardino. Quindi la Sicilia cominciò a prendere la forma di “Agrumeto d’Italia” tanto che Goethe nel suo viaggio nella nostra isola chiede ai propri lettori:

Conosci tu il paese dove fioriscono i limoni? 

Brillano tra le foglie cupe le arance d’oro, 

Una brezza lieve del cielo azzurro spira, 

Il mirto è immobile, alto è l’alloro!

Laggiù! Laggiù! (In Sicilia).

(Johann Wolfgang von Goethe)

La Sicilia quindi durante il trascorrere dei secoli si è meritata il suo riconoscimento come la regione più votata alla coltivazione degli agrumi di quasi ogni specie. In particolare Siracusa, per una serie di fattori particolarmente favorevoli tra cui naturalmente le sue uniche condizioni pedoclimatiche, può essere oggi riconosciuta come la Capitale Europea del Limone!

In data 6 Maggio 2008 è stato pubblicato il Regolamento (CE) n. 404/2008, che autorizza l’utilizzo del gas etilene per permettere: 

  • Sverdimento di banane, kiwi, cachi; 
  • Sverdimento di agrumi, unicamente nell’ambito di una strategia mirante a prevenire gli attacchi della mosca della frutta;
  • Induzione della fioritura dell’ananas;
  • Inibizione della germinazione delle patate e delle cipolle;

Ma cos’è l’Etilene?

L’etilene è un ormone gassoso che viene rilasciate dai vegetali e che possiede la proprietà di accelerare la maturazione dei frutti quali i limoni. In particolare sono i frutti stessi che producono etilene, in maniera più o meno vistosa ed è per questo che possiamo classificarli in climaterici (qualora aumentino la produzione del gas con la maturazione) e non climaterici (qualora non aumentino la produzione del gas con la maturazione) tra cui ricordiamo il nostro amato limone..

Ciò significa che una volta staccato dalla pianta esso interrompe la maturazione, la propria respirazione diminuisce gradualmente e ciò comporta che le proprie sembianze estetiche e qualitative non varieranno: in parole povere non immaginiamoci che una volta staccato un frutto di limone verde dalla pianta, esso diventi di colore giallo e le sue qualità organolettiche ed il suo succo migliorino. .

Quindi mentre i frutti non climaterici rimangono inalterati dopo la propria raccolta, i frutti climaterici come mele, kiwi, caco, banana, mango, pesche e pomodori maturano ed anche molto velocemente tramite il rilascio di etilene. Questa situazione viene sfruttata da molti produttori, i quali raccolgono e vendono il frutto ancora verde in modo tale che sia poco sensibile e più durevole. .Una volta arrivato al centro di stoccaggio questo viene gasato con etilene per farlo maturare velocemente, anche se solo esteriormente in quanto le proprietà organolettiche interne del frutto rimangono invariate portando così nei banchi di frutta dei supermercati prodotti maturi ma insipidi..

Questo consiglierebbe ai nostri lettori di consumare solo prodotti a Km 0, in quanto si presume che vengano raccolti già quasi maturi e portati subito nel luogo di vendita, permettendo ai consumatori di acquistare un frutto maturo sia dentro che fuori.

Ad oggi non ci sono ricerche che hanno dichiarato il gas etilene essere nocivo all’uomo ma la domanda fondamentale è: perché consumare un limone coltivato con i metodi naturali e più tradizionali manipolato poi in centri di condizionamento con gas chimici?

Sovente nei mesi di Settembre, Ottobre e Novembre, quando i limoni appesi sulla pianta sono ancora verdi, ci viene richiesto:

“avete limoni siciliani biologici?”

Noi: “Ovviamente!”

“Ok ma naturalmente gialli, o il cliente finale non li accetta…”

Quindi la richiesta a gasare i limoni biologici è quasi sottintesa….

In un mondo dove ormai l’inquinamento industriale e la contaminazione chimica dilagano sempre più i nostri consumatori si rivolgono all’agricoltura ed in particolar modo a quella biologica per acquistare un prodotto sano quindi si dovrebbero esortare e convincere i clienti finali che un prodotto verde o non maturo non significa che non sia adatto ad essere consumato, ma come ogni cosa naturale, anch’esso ha la necessità di seguire i suoi tempi (appunto naturali) di maturazione.

Gasare i limoni biologici o altra frutta con gas etilene non ha la minima coerenza dato che ciò comporta un’accelerazione della vita del frutto e di conseguenza un trattamento artificiale subito dal prodotto. Quindi il nostro appello con la pubblicazione di quest’articolo è: non rifiutate i limoni verdi o quelli con qualche difetto estetico ed imparate a non acquistare con gli occhi…vi assicuriamo che sebbene la natura sia qualcosa di meraviglioso la genuinità si cela sempre nei frutti più imperfetti! In altre parole:

Non è tutto oro ciò che luccica (specialmente sul banco della frutta).

Da sempre la Sicilia è stata considerata la terra degli agrumi: arancia bionda, rossa, limoni, limette, mandarini, mandaranci, pompelmi, clementine, cedro.

In particolare pensando ai limoni tutti immaginano frutti gialli, di forma sferica od ovale, dalla buccia liscia o leggermente ruvida e dal succo particolarmente acre. Abbiamo già parlato dei limoni siciliani, dei loro benefici e delle loro qualità fondamentali,estraibili dagli oli essenziali.
Tuttavia la maggior parte delle persone non sono a conoscenza che sono presenti due varietà fondamentali di limoni siciliani, che sono identificate in:

– Limone Interdonato di Messina;
– Limone di Siracusa;

LIMONE INTERDONATO DI MESSINA

Questa varietà di limoni sono ottenuti da un clone di cedro ed uno di limone, diffusi nell’areale ionico della provincia di Messina, riconosciuti il 12/11/2009 dall’Unione Europea come una delle Indicazioni Geografiche Protette della nostra isola. Prende il suo nome da Giovanni Interdonato, Colonnello Garibaldino siciliano appassionato agrumicoltore che ritiratosi in vita privata, effettuò più di cento innesti sulle proprie piante di limoni in Sicilia fino ad ottenere tale ibrido.

La sua forma è ellittica ed allungata, la scorza è poco rugosa e la pezzatura è abbastanza elevata, compresa tra 80 e 350 gr. E’ un limone abbastanza precoce in quanto la sua raccolta comincia già a Settembre, per terminare nel periodo primaverile, con punte invernali. I limoni siciliani della varietà interdonato sono apprezzabili non soltanto per il loro succo e la loro buccia, ma questi vengono anche gustati come ottimi dolci: ricoperti di zucchero e lasciati a macerare una notte in frigo, assumono un sapore unico!

LIMONE FEMMINELLO SIRACUSANO

Siracusa, la patria di Archimede, terra rigogliosa e ricca di cultura, oltre a godere della costante presenza del sole si avvale di un’altrettanta bionda e costante presenza: il limone siciliano della varietà Femminello Siracusano.
Con i suoi 5.000 ettari coltivati nella sola provincia di Siracusa, i limoni siciliani Femminello coprono, da soli, un quarto della produzione di limoni nazionale.

Considerati una delle varietà di limoni più pregiate d’Italia per le sue proprietà organolettiche, i limoni di Siracusa sono generalmente di media grandezza, molto profumati e il 30% più succosi rispetto agli altri limoni.

Il colore va dal verde al giallo intenso, la buccia è omogenea e fine e il frutto è generalmente con pochi semi. Ma non è solo bello fuori! I limoni di Siracusa, infatti, sono molto ricercati dalle più importanti case di profumi e di cosmesi del mondo per l’alta qualità degli oli essenziali che possiedono nonché per la ricchezza di ghiandole oleifere presenti nella buccia fine e setosa.

Siracusa, la Cooperativa PASAM da 30 anni produce e commercializza i limoni siciliani della varietà Femminello Siracusano con immutata passione e impegno, garantendo la più elevata qualità dei processi e dei prodotti e la massima sicurezza alimentare. Il suo impegno e l’attenzione alle vigenti norme di sicurezza alimentare è riscontrabile nell’adozione di un sistema interno di tracciabilità del prodotto che permette di identificare con precisione la provenienza esatta di ogni singolo frutto PASAM destinato alla vendita.

Da azienda specializzata nell’agricoltura biologica, PASAM porta nelle tavole internazionali limoni siciliani che non contengono fungicidi, cere o prodotti sintetici, ma solo vitamine e sostanze nutritive, contribuendo a portare alta la bandiera della genuinità italiana.

Essendo l’agrume che possiede il maggiore contenuto di vitamina C e di acido citrico, indispensabili per il buon funzionamento del nostro organismo, i limoni siciliani della varietà Femminello Siracusano possono vantare molte proprietà benefiche fondamentali. Fresco, dissetante e disintossicante, è particolarmente consigliato per una corretta alimentazione e per la cura di molte patologie, oltre ad essere molto apprezzato per le proprietà antiossidanti e antiinfiammatorie. Inoltre, il limone di Siracusa è protagonista di uno studio clinico per dimostrare l’efficacia del suo succo nella prevenzione della calcolosi renale.

 

Come abbiamo già anticipato nell’articolo “10 buoni motivi per amare il limone”  , degli agrumi non va buttato via niente o almeno è ciò che noi vi consigliamo di fare per godere di tutti i loro benefici.
In questo post ci occupiamo di ciò che è possibile estrarre dalla scorza del frutto del limone, quella che in botanica è indicata con il termine flavedo. In essa sono concentrati specifiche ghiandole oleifere, chiamate otricoli e contenenti gli oli essenziali, oltre a carotenoidi, flavonoidi, vitamine, ecc…

Gli oli essenziali sono delle complesse miscele di sostanze organiche che, inizialmente estratti, hanno natura oleosa e che vengono utilizzati per il loro attributo di “flavour” in usi più disparati, con spiccate proprietà benefiche. Vengono ricavati da diversi agrumi come: bergamotto, arancio dolce, arancio amaro, pompelmo, limetta, cedro e persino anche da fiori e rametti di arancio amaro!

In particolare l’olio essenziale di limone, soprattutto per le sue caratteristiche sensoriali di freschezza e di attributi che si collegano immediatamente all’essenza botanica di origine, trova applicazione in diversi usi:

    •    Antisettico:
E’ un eccellente antibiotico, utile nel contrasto ai sintomi influenzali, come mal di gola, raffreddore e tosse. Ha inoltre un’azione emostatica, utile in caso di stomatiti, afte, herpes o semplicemente gengive infiammate o che sanguinano. Inoltre l’utilizzo sui denti oltre che disinfettare le gengive, permette di donare un maggiore splendore al vostro sorriso;

    •    Tonificante:
Stimola la circolazione, rinforzando i vasi sanguigni e migliorando la fluidificazione del sangue. Grazie alla presenza della Niacina (o più comunemente Vitamina B3) l’olio essenziale sfregato nei punti in cui sono localizzati problemi circolatori permette lo smaltimento di tossine e contrasta piccoli problemi che causano gambe pesanti, edemi, cellulite, vene varicose e fragilità capillare;

    •    Purificante:
Se utilizzato nella preparazione di maschere di argilla, è utile in caso di acne, pelle grassa ed impura bilanciando infatti le ghiandole sebacee e riducendo al minimo la produzione di grasso. Inoltre promuove la formazione di nuove cellule epidermiche combattendo l’invecchiamento cellulare;

    •    Migliora la concentrazione:
Sembrerà abbastanza strano ma l’inalazione di olio essenziale di limone è utile anche in aromaterapia venendo utilizzato così in caso di stanchezza psicofisica, poichè la sua azione sull’ipotalamo favorisce lucidità mentale e rende più attivi e vitali;

    •    Azione anti-età:
Oltre alla proprietà antisettica, grazie alla presenza di vitamine del gruppo B e A può rivelarsi utile contro le chiazze della pelle. Sfregato infatti nella parte in cui sono presenti le macchie causate dalla vecchiaia o dall’esposizione ai raggi solari, ha un’azione schiarente che permette di eliminare questi inestetismi;

    •    Azione seboregolatrice sui capelli:
Viene utilizzato sempre più spesso sui capelli, grazie alla sua azione seboregolatrice e sgrassante infatti riesce a purificare il cuoio capelluto in caso di forfora e a donare lucentezza ai capelli spenti ed opachi;

    •    Presenza di Limonene:
Nella sua frazione volatile la componente principale dell’olio essenziale di limone è costituita dal limonene, un idrocarburo dai più disparati usi e funzioni.
Oltre ad essere utilizzato in maniera più elementare nella preparazione di prodotti cosmetici, dentifrici o detergenti per la pulizia della casa, oggigiorno si stanno conducendo studi per utilizzare il limonene come biocarburante di jet. Il progetto, condotto dalla Dr. Claudia Vickers, membro dell’University of Queensland,  ha dimostrato come sia possibile alimentare un jet esclusivamente con biocarburante come il limonene, con un impatto sull’ambiente praticamente nullo. Inoltre vi sono diversi studi, condotti dalla World Cancer Research Fund International, ancora però a livello embrionale, che stanno dando risultati interessanti per utilizzare la vitamina C (di cui è molto ricco il limonene) nella prevenzione nella crescita di tumori localizzati nel colon-retto.

•    Utilizzo nell’industria profumiera:

L’olio essenziale del limone di Siracusa, abbinato sempre più spesso alla colonia viene inoltre utilizzato nella preparazione di profumi ed essenze di fama internazionale, come Eau Sauvage extreme de Dior, Pour Monsieur de Chanel, Eau d’Hadrien d’Annick Goutal e Eau d’Orange verte di Hermes.
A questo punto, dopo aver analizzato le svariate funzioni e proprietà dell’olio essenziale di limone, non ci resta che raccogliere qualche frutto e dare il via all’estrazione! Naturalmente a livello industriale questa sostanza viene ricavata grazie ad impianti di spremitura a freddo o torchi idraulici, tuttavia anche in casa possiamo riuscire con una certa semplicità a godere di questo eccellente prodotto.

Ci si procuri:
-circa sei limoni, possibilmente non trattati con cere e prodotti chimici di sintesi, in modo tale da avere la scorza il più pulita e sana possibile;
-tre barattoli di circa mezzo litro con chiusura ermetica;
-200 ml di olio di mandorle;
-200 ml di olio di oliva;
tagliate le scorze dei limoni, lasciatele riposare per almeno due giorni in modo che siano abbastanza asciutte. Riponetele poi all’interno del barattolo e versate i due oli, lasciate riposare in un luogo al buio e all’asciutto per circa 50 giorni, agitando di tanto in tanto il contenuto del barattolo. Trascorso tale periodo, riapriamo il barattolo e filtriamo (con un colino o una garza) il suo contenuto, ponendolo in un altro barattolo e lasciandolo a riposo per dieci giorni circa. Successivamente, raccogliete le scorze dal barattolo e spremetele per estrarre completamente tutto l’olio essenziale di limone, che con la sua essenza vi porterà in un viaggio sensoriale tra i meravigliosi paesaggi della Sicilia!

Negli ultimi tempi non si legge e non si parla d’altro che di prodotti biologici, osannando la genuinità e la qualità superiore rispetto a quelli “convenzionali”.  

Ma perché Bio? Quali vantaggi dà l’agricoltura biologica e perché preferirla alle tecniche “convenzionali”?

L’agricoltura intensiva ha permesso l’aumento dei raccolti ma ha anche introdotto diversi problemi ambientali come: perdita della fertilità dei suoli, inquinamento delle falde e delle acque superficiali, aumento dei consumi energetici e perdita della biodiversità. Tralasciando le enormi conseguenze sulla salute umana che ha creato la contaminazione chimica, basti ricordare gli ultimi scandali che hanno caratterizzato il settore alimentare: morbo della mucca pazza e l’influenza aviaria (o meglio BSE e HPAI).

E’ per questi motivi, sia egoistici che ambientali, che si sente sempre più parlare di biologico, come un ritorno ad un’agricoltura sana, pulita, naturale. Al di là di un difetto di forma che ci fa sorridere, perché la naturalità dovrebbe essere definita “convenzionale” e non il contrario, ci capita spesso di incontrare dubbi su come riconoscere i prodotti Biologici. Ecco alcune linee guida che vi possono aiutare.

Partiamo da alcune considerazioni di fondo. L’importanza principale di scegliere i prodotti Bio risiede nella loro coltivazione, che esclude l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi (fertilizzanti, diserbanti, insetticidi) per la concimazione dei terreni e per la lotta ai parassiti e alle erbe infestanti.

Dunque, un’agricoltura nel pieno rispetto dell’ambiente, della salute degli agricoltori e di quella dei consumatori. Mentre così qualsiasi tipo di agricoltura è distruttiva e fortemente invasiva nel territorio naturale in cui va ad insediarsi, l’agricoltura biologica sta sviluppando pratiche di produzione che saranno tecniche di una forma ecologica di agricoltura, per un uso più responsabile del nostro pianeta Terra. Non dovremmo infatti pensare egoisticamente a ciò che la terra può darci ma, una volta tanto, domandarci come utilizzare questa risorsa in maniera responsabile e sostenibile, per non compromettere le future generazioni ma anzi dare loro una risorsa con cui vivere. 

La “caccia al Bio” ha causato un incremento spropositato nei banchi di mercati e supermercati di prodotti che riportano le diciture “Bio” o “biologico” in modo generico. Attenzione, ciò che vi garantisce di trovarvi davanti ad un prodotto biologico che rispecchia i Regolamenti Comunitari vigenti 834/07 e 889/08 relativi alle pratiche di coltivazione biologica e all’etichettatura dei prodotti, è data in primis dall’etichettatura o fascette di accompagnamento al prodotto che devono contenere indicazioni specifiche in merito alla produzione biologica (Nome e indirizzo dell’operatore/proprietario, del venditore del prodotto, Nome del prodotto, Logo europeo e il Numero di codice attribuito dallo Stato all’organismo di controllo del biologico che ha effettuato le proprie verifiche sul produttore).

Per i più curiosi, ecco dei suggerimenti per riconoscere i limoni Bio in modo semplice e autonomo: osservate il loro aspetto! Innanzitutto accertatevi che siano sodi e non troppo lucidi, quindi che siano immuni da cere e altre sostanze di sintesi “abbellenti”. Dopo di che ricordatevi che i limoni biologici si differenziano da quelli trattati, sempre belli, invitanti, di forma regolare e senza nessuna imperfezione, proprio per il loro aspetto grezzo e imperfetto.

Difficilmente troverete un limone biologico assolutamente senza difetti fisici, proprio perché per raggiungere elevati standard estetici il produttore non può prescindere dall’utilizzo smodato di prodotti chimici per annientare i parassiti e, insieme a loro, qualsiasi organismo che faccia parte dell’equilibrio biologico dell’ecosistema dell’azienda agricola. Ciò si traduce sul momento in un maggior profitto per l’agricoltore in quanto così facendo diminuisce i difetti fisici dei propri prodotti venduti, potendo coì vendere il frutto ad un maggior prezzo, ma a lungo andare questo atteggiamento egoistico creerà seri danni alla natura contribuendo al dissesto ecologico che stiamo vivendo oggi.  

La buccia dei frutti biologici è inoltre apparentemente rugosa e ad un’analisi superficiale considerata poco invitante al momento dell’acquisto. Tuttavia, una buccia imperfetta ci garantisce la massima sicurezza in termini di commestibilità. In poche parole, potete mangiarla tranquillamente restando immuni da fungicidi, pesticidi o di cere chimiche, usati invece solitamente nei limoni trattati per garantirgli più longevità a discapito della nostra salute.

Non solo moda, quindi! Scegliere di acquistare i limoni prodotti da agricoltura biologica è un’assicurazione per la vostra salute. 

Siracusa, la patria di Archimede, terra rigogliosa e ricca di cultura, oltre a godere della costante presenza del sole si avvale di un’altrettanta bionda e costante presenza: il limone Femminello siracusano.

Origine del Femminello Siracusano

È noto che la Sicilia sia uno scrigno di agrumi, tant’è che qui si coltiva il 90% della produzione nazionale di limoni. Di questi, la varietà più diffusa è quella del Femminello Siracusano. Un nome particolare, che richiama alla notevole fertilità della pianta, e un sapore inconfondibile. Con i suoi 5.000 ettari coltivati nella sola provincia di Siracusa, il Femminello copre, da solo, un quarto della produzione di limoni nazionale.

Caratteristiche del Femminello Siracusano

Considerata una delle varietà di limone più pregiate d’Italia per le sue proprietà organolettiche, il limone Femminello è generalmente di media grandezza, molto profumato e il 30% più succoso rispetto agli altri limoni. Il colore va dal verde al giallo intenso, la buccia è omogenea e fine e il frutto è generalmente con pochi semi. Ma non è solo bello fuori! Il limone di Siracusa, infatti, è molto ricercato dalle più importanti case di profumi e di cosmesi del mondo per l’alta qualità degli oli essenziali che possiede nonché per la ricchezza di ghiandole oleifere presenti nella buccia fine e setosa.

Usi e benefici del Femminello Siracusano

Essendo l’agrume che possiede il maggiore contenuto di vitamina C e di acido citrico, indispensabili per il buon funzionamento del nostro organismo, il limone Femminello può vantare molte proprietà benefiche. Fresco, dissetante e disintossicante, è particolarmente consigliato per una corretta alimentazione e per la cura di molte patologie, oltre ad essere molto apprezzato per le proprietà antiossidanti e antiinfiammatorie. Inoltre, il limone di Siracusa è protagonista di uno studio clinico per dimostrare l’efficacia del suo succo nella prevenzione della calcolosi renale.

Chi sa cos’è l’albedo? Vi diamo un indizio: deriva la parola deriva dal latino “albus”, bianco. Esatto, la parte bianca del limone! Proprio quella che si trova tra la polpa e la buccia e che tanti siti di ricette sconsigliano di usare. 

Ecco perchè l’albedo fa bene

Come abbiamo ampiamente spiegato nell’articolo Proprietà e benefici del limone, questo frutto non è solo un alimento, ma un vero e proprio farmaco naturale con numerosi effetti benefici. Così anche l’albedo, la parte bianca e spugnosa del limone che si trova proprio sotto la sua buccia può essere considerato un grande alleato per il nostro organismo:

  1. è ricchissimo di fibre, tra cui i flavonoidi, molecole antiossidanti sono molto importanti per combattere l’invecchiamento cellulare
  2. nasconde proprietà dimagranti, per via degli sostanze naturali dal forte potere saziante; 
  3. ha proprietà antisettiche e balsamiche, quindi indicate anche per le infezioni delle vie respiratorie, tra cui bronchiti e influenza;
  4. contiene la pectina, un regolatore delle funzioni intestinali e della glicemia che combatte anche la concentrazione di colesterolo cattivo nel sangue;
  5. è ricco di bioflavoidi, utili per la circolazione venosa e la salute dei capillari.

In cucina, l’albedo è la parte meno usata del limone, perché darebbe un gusto amarognolo ai vostri piatti, ma è da sfatare la diceria che non sia commestibile. L’albedo del limone si può e si dovrebbe mangiare! Quello che potrebbe sembrare uno “scarto” ha in realtà molte proprietà benefiche. Il suo spessore varia a seconda della cultivar e se volete stemperarne l’acidità, mangiatelo insieme alla polpa del limone.

Che il limone sia un fedele alleato della nostra salute si sa. Si sa fin dal terzo millennio a.C., quando gli indiani iniziarono a definirlo “purificatore dell’alito”, e gli stessi Greci lo utilizzarono nei tempi più antichi come medicinale contro la febbre, la nausea e le pestilenze.

Grazie alle sue straordinarie proprietà, è ormai considerato un vero e proprio farmaco naturale con numerosi effetti benefici più che un semplice alimento. L’elevata concentrazione di vitamina C contenuta nel limone rende questo frutto curativo e fondamentale nella prevenzione di innumerevoli disfunzioni del nostro organismo.

Proprietà benefiche del limone

  1. Dona energia e buonumore
    Secondo la Reams Biological Ionization Theory (RBTI), i limoni sono l’unico alimento anionico al mondo, contenendo elementi che donano all’organismo maggiore energia e che stimolano il buonumore. Per questo motivo, il limone è particolarmente adatto per gli sportivi, perché aiuta la produzione di energia e permette di reintegrare le perdite idrosaline dovute alla sudorazione.
  2. Fa dimagrire
    La pectina, una fibra di cui sono ricchi i limoni, aiuta a contrastare la fame improvvisa e stimola il metabolismo, quindi aiuta a perdere peso rapidamente. Inoltre, le proprietà digestive del limone contrastano il gonfiore dopo i pasti donando un senso di leggerezza.
  3. È curativo
    In versione spremuta o infuso con zenzero,  il limone aiuta a combattere non solo i sintomi influenzali, ma anche i processi infiammatori, l’asma ed altre malattie respiratorie.  Il potassio in esso contenuto, inoltre, stimola le funzionalità del cervello e aiuta a ridurre la pressione sanguigna, impedendo anche la formazione di emorragie interne; mentre la vitamina C facilita l’assorbimento del ferro e il suo trasporto dal plasma al fegato.
  4. Purifica e depura
    Il limone stimola la diuresi e ha un effetto depurativo per il nostro corpo, aiutandolo a liberarsi dalle tossine e disintossicando il fegato.
  5. Abbassa il colesterolo
    Il limone favorisce una riduzione dei grassi nel sangue e diminuisce il rischio di malattie cardiovascolari.
  6. Cura i nostri occhi
    Occhi irritati da congiuntivite, cloro della piscina o allergie? Qualche goccia di limone diluita in acqua bollita e l’aiuto di un batuffolo di cotone vi salveranno!
  7. Idrata e ammorbidisce la pelle e combatte le rughe
    Molto utilizzato nella cosmesi, il limone contiene un’alta percentuale di α-idrossiacidi che penetrano facilmente negli strati profondi della pelle, stimolando la produzione di collagene e mantenendo i tessuti sodi, elastici e compatti. L’effetto che ne consegue è una pelle ringiovanita, splendente e senza acne.
  8. È un grande alleato per la nostra bocca
    Il limone rinfresca l’alito e aiuta a liberarsi dal mal di denti. Attenzione! L’acido citrico può eroderne lo smalto, quindi preferite bere le spremute di limone con una cannuccia e risciacquate la bocca subito dopo.
  9. Contrasta i calcoli renali
    Secondo lo studio dell’American Urological Association, il succo di limone è un rimedio naturale molto efficace contro i calcoli renali, soprattutto se assunto insieme all’olio extravergine d’oliva.
  10. Combatte la diarrea…e anche la stitichezza
    Non è vero che il limone è astringente, la sua funzione è piuttosto quella di regolarizzare l’intestino. In caso di stitichezza, è stimolante. In caso di diarrea, disinfetta e combatte virus e batteri intestinali.